Cristiana Giuliani

Parlare di sé, credo, sia sempre difficile, quindi cercherò di attenermi ai fatti.

Sono nata nel 19*9 - una signora non rivela mai la propria età. Sì, perché mi posso definire quella che, nell'accezione comune è intesa come signora, non per la nobiltà dei suoi natali, (in verità normalissimi) ma perché non sono più una signorina. Sono sposata, ho due figlie, di cui una maggiorenne, non c'è da essere geni matematici per formulare un'ipotesi, quindi..., lasciamo l'asterisco.

Passioni

Poche e semplici. Guidare. Qualsiasi cosa, purché si guidi. Mi mancano all'appello i mezzi d'acqua e quelli di cielo. (Santo cielo! qualcuno mi insegni a pilotare l'elicottero) per il resto ho guidato auto normali e sportive, camper, furgoni, niente camion, moto da strada e fuoristrada, e una volta anche un quad.
La bicicletta conta?
Far di grafica. Bhe! è il mio lavoro. Bello! Mi piace.
Mi piace nuotare, e sciare.
Mi piace leggere, italiano e straniero, basta andare d'accordo con l'autore. Non credo che esistano libri noiosi, solo lettori a diverse velocità di lettura. È decisamente difficile farmi desistere una volta che ho iniziato una storia, ma qualcuno, in effetti solo due finora, c'è riuscito. Prediligo letture simili al mio genere, ma questo non significa che disdegni gli altri generi.

Quando e perché.

Non sono sicura di quello che sto per dire, ma dovevo avere circa sedici anni quando affrontai la mia prima pagina bianca. Spaventosa.
Già all'epoca avevo ideato un soggetto d'indagine, poi mi sono distratta. Qualche tempo dopo ne pensai uno di fantascienza. Mi ero



convinta che, vista l'ambientazione britannica del primo soggetto, un soggetto senza un ambiente reale sarebbe stato più facile. Mi distrassi di nuovo. Provai con lo scrivere cose brevi. Rileggerle ora ha un sapore delizioso, tenero e nostalgico.
E poi? Sapete come succede? Marito, figli, lavoro, casa, e tutto quello che c'è in mezzo. Non ricordavo neanche più di averci provato, finché mia figlia non cominciò a scrivere. Caspita! ma allora le ho passato il vizio. E già, mi sono ricordata con un certo rammarico, di aver lasciato qualcosa a metà nel mio passato. Ma quando una cosa ti piace fai presto a ripescarla.

Cosa ne penso io?

Esperienza stupefacente.
Leggendo gli altri, credo di non essere una scrittrice eccessivamente canonica nell'esposizione, ma coloro che mi hanno letto lo giudicano coinvolgente.
Non mi piacciono i personaggi eccezionali, quindi, i miei ciò che raggiungono se lo guadagnano.
La fantasia non potrà mai eguagliare le sfaccettature della realtà, (anche se non ne sono più così convinta) ma ho cercato di stare attenta ai particolari, per rendere il racconto più tondo possibile, distribuendo in modo realistico, gioie e dolori.
E ora? Scusate l'ovvietà, ma...

Cosa ne pensate voi?

   
 
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